Relazione della gita al Lago di Lares

Il giorno 5 agosto

un esiguo entusiasta ed affiatato gruppo si è ritrovato di buon ora per raggiungere la Val di Genova.
Oltre le cascate Nardis, lasciate le autovetture al parcheggio della Malga Genova abbiamo attraversato il ponte sul fiume Sarca imboccando il sentiero 214 che si inerpica per una ripida valle dove il Rio Lares forma delle belle cascate ben visibili dal sentiero. Il percorso serpeggiante nell’abetaia ha guadagnato rapidamente quota. L’imponente cascata di Lares ha offerto uno spettacolo di apertura panoramica nel bosco e rinfrescato il gruppo con una piacevole pioggia zampillante di spruzzi d’acqua.
La prima tappa alla Malga di Lares ha costituito una pausa conviviale e un punto di ricompattazione del gruppo prima di attraversare il prato che ci ha condotto ad una traccia di sentiero solcata nell’erba alta ed insinuata tra una fitta vegetazione. In seguito, abbiamo affrontato una ripidissima salita tra salti di terra, grovigli di radici e massi scoscesi fino al mutare graduale del paesaggio che da ambienti chiusi e diversificati sempre caratterizzati da una natura verdeggiante e rigogliosa si è trasformato in un’ ampia valle aperta dominata da una spettacolare orogenesi granitica ove dall’ ancestrale ghiacciaio si è formato un grande ellittico specchio d’acqua, il lago di Lares, gelida, limpida, profonda e invitante a tal punto da suscitare in alcuni coraggiosi compagni Cai l’ilare impulso di tuffarsi tra le sue acque. Attraversando la parete rocciosa che fiancheggia il lago abbiamo potuto avvicinarci al ghiacciaio rimasto del quale hanno impressionato i giganteschi crepacci dalla forma sferica che per effetto ottico paiono in movimento quasi sprofondanti in un immenso baratro conico sotto gli occhi degli osservatori che non hanno mancato di interrogarsi sulla reale profondità di quella centenaria presenza.
La gita merita sicuramente un plauso per la proposta del percorso che nella sua varietà di paesaggi e di flora sia boschiva (in prevaleza felci, rododendri, abeti rossi, larici, mughi, mirtilli) sia d’alta quota (sassifraghe, calendule, margherite, cardi sulla sponda estrema del lago di Lares) non è mai risultato ripetitivo e al raggiungimento della meta non ha mancato di stupire ed entusiasmare i partecipanti. Assolutamente piacevoli l’armonia e la condivisione conviviale all’interno del gruppo, nonché sempre presente il supporto nei momenti di necessità.

agosto: 2018
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